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Che cos’è la para?
La para è quella sensazione che provi quando ti scappa la pipì all’oktoberfest, quell’attimo in cui capisci di aver fatto cadere dalla credenza l’antico vaso che andava portato in salvo.

Quindi, perchè momento para?
Perchè a ventitrè anni se non provi un po’ di para, beh, o hai capito tutto dalla vita o semplicemente non ci hai capito davvero un cazzo.
Noi che proviamo la para siamo quelli che stanno un po’ di qua e un po’ di la.
In mezzo.
Come l’hamburger tra le patatine, come la crema al latte del kinder paradiso.

Noi che proviamo la para siamo quelli che abbiamo paura ma ce ne fottiamo.
Quelli che un giorno sanno cosa vogliono e l’altro se ne dimenticano perchè la sera prima han bevuto troppo.

Noi che proviamo la para siamo anche i più coraggiosi, perchè vuol dire che sognamo ancora.
Dai, noi siamo quelli che ci credono.
Lascia perdere che poi ci prendiamo delle inculate pazzesche alla Siffredi nei tempi d’oro, alla saponetta scivolata nella doccia, però ne vale sempre la pena.
(brutto accostamento di parole)

Se hai la para significa che puoi anche scegliere.
Niente è scritto o deciso.
Vedi, molti hanno la para dell’università da scegliere.
“Economia salcazzo” o “Lingue africane in codice morse”?
Va beh che se scegli “Lingue africane in codice morse” sei un proprio un coglione, però hai dovuto scegliere, hai potuto scegliere e sei cresciuto.

Lo stesso discorso vale anche per “Italia o estero”
Beh, forse questa è una para più grande perchè tutti avrebbero scelto economia salcazzo al primo esempio.
E si, è una scelta che in ogni caso fa male, ma santo cielo, anche sbattere il mignolo contro il cassettone della nonna fa male, ma poi ti passa.
Ci bevi su un vodkino alla menta e via andare.

Noi che proviamo para, noi sfigati nel mezzo, siamo quelli che in fondo la vita se la godono anche di più.
Perchè sì, quando il momento para finisce, tornando all’esempio di prima, provi lo stesso piacere di riuscire a pisciare dopo ore di coda all’oktoberfest.
E chissenefrega se il bagno farebbe probabilmente schifo anche alle ragazze di 2girls1cup, porca msieria, ma ti rendi conto di quanta birra hai bevuto?!

Ma alla fine in mezzo si sta bene.

Tutte le cose migliori alla fine si trovano nel mezzo.
Un po’ come il wurstel (wrustel per chi mi conosce di persona) nell’hot-dog, come il medio fra le cinque dita, insomma come il Jeanclaude lì in basso tra le palle.

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4 thoughts on “La para

  1. Pingback: Le perle della Mimi | pensieri di una stagista

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