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Che palle.
Non ho voglia di tornare a casa. Non fraintendetemi, lì ho i miei amici, la mia famiglia. Ho la mia vera vita.
Ma il mio coinquilino si sta appena provando la mia pelliccia (finta)(h&m)(20pound) e sono queste le minchiate che mi urlano “rimani qua”.
Sono le cene a casa degli amici, le prime serate in un pub, i primi discorsi da amici in inglese che ti mancheranno più di tutto.

Il mio viaggio è stato davvero una figata.

Sono partita da sola senza sapere dove avrei dormito la settimana dopo.
Ho cambiato 3 ostelli in 10 giorni.
Consiglio a tutti un periodo in ostello.
L’ostello ti apre, ti fa spalancare gli occhi, ti rende una persona diversa.
Quando arrivi sei solo, ricordatelo, e la prima cosa che vuoi fare non è trovare casa o lavoro: è trovare degli amici.
La prima cosa che vuoi fare appena atterri è prendera una birra con qualcuno e iniziare a parlare e a parlare e a parlare.
E’ come se ogni volta che racconti la tua vita a qualcuno, la stessi raccontando a te stessa.

“Perchè sei partita?” è la seconda domanda che fai o ti senti fare.
Perchè volevo mettermi alla prova, volevo cambiare, volevo dimenticare, volevo vivere, volevo ridere.
E qua ho riso tanto, davvero.

Viaggiare ti aiuta a guardarti da fuori.
Chi sei in realtà, cosa hai da offrire.
Capisci perchè la gente ti vuole bene, perchè si affezionano a te dopo poco tempo.
E perchè anche tu ti leghi a loro.

I miei amici.
Io li adoro tutti. Ognuno a loro modo mi ha resa la persona che sono ora.
Sto scrivendo un libro e in questo libro ho scritto queste esatte parole pensando a loro:

“Vedete amici miei, ogni volta che racconto dei miei compagni di viaggio mi sembra di averli qua di fianco a me, seduti dove ora siete seduti voi e sicuramente loro vi racconteranno una loro versione, suppongo assai differente da quella che vi sto raccontando io.
Perchè siamo noi a scrivere le avventure della nostra vita, siamo noi i protagonisti del nostro libro e i nostri compagni sono scrittori del loro.
Se dovessi scegliere come rappresentarci, direi senza dubbio che mi immagino come libri raccolti l’uno di fianco all’altro in un grande scaffale di una grande biblioteca.”

Sono persone che io chiamo le più belle parentesi della mia vita.
Sono persone che sai già che potresti non rivedere più ma ogni tanto, prima di addormentarti, penserai “chissà che fino hanno fatto”
Quelle persone con cui non ti dici “rimaniamo in contatto” ma “sappi che ci sono”

Torno Mercoledì e ho paura.
Ho più paura ora che all’andata.
E’ durante il viaggo di ritorno verso casa che ti senti davvero sola.

Ciao Brighton.
casa

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4 thoughts on “Il mio viaggio

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