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Consiglio a tutti la lettura dello psiconalaista Zoja “La morte del prossimo”

Zoja scrive:
“Alla fine dell’Ottocento, Nietsche ha annunciato: Dio è morto. Passato il Novecento, non è tempo di dire quel che tutti vediamo? E’ morto anche il prossimo

Dov’è finita la collaborazione tra le persone, la gentilezza e l’educazione?
Sono sempre più spesso spettatrice di litigate per strada o sul treno, le persone sono stressate e ogni piccola cosa è pretesto per sfogarsi.

L’altro giorno un signore ha tagliato la strada ad un ciclista, il ciclista l’ha mandato a fanculo, l’autista si è preso gli insulti e ha continuato la sua strada. Al semaforo il ciclista ha sputato sul finestrino della macchina, passando ovviamente dalla parte della maleducazione.

Come la vedo io? Come si sarebbe dovuta risolvere la situazione?
Un autista distratto e se vogliamo anche incapace, ha tagliato la strada ad un ciclista, scende dalla macchina e chiede scusa, accertandosi che la persona stia bene. Il ciclista si arrabbia ma dopo le scuse riprende il suo cammino, non dico sereno ma con un po’ di saliva in più.

“Ai giovani del dopoguerra è stato restituito senso sociale e rispetto per la cultura”
Valori che noi abbiamo perso, in particolar modo quello della cultura.

L’Italia, patria (o dovrei dire ex patria?) della cultura, della scienza e dell’arte sta invece diventando una penisola di arroganza e purtroppo di ignoranza?

L’Italia vive ancora di luce riflessa del passato e non ha capito che questa luce si sta spegnendo piano piano dando spazio a ombre di menefreghismo e disinteresse.
Non voglio dire che è colpa della politica, basta lanciare accuse e dare la colpa agli altri.
Sì, i tagli in politica stanno attaccando soprattutto la cultura ma noi non siamo spettatori passivi della nostra esistenza, se non vogliamo smettere di imparare e conoscere, allora iniziamo a fare qualcosa.
Cosa?
Leggere.

In metropolitana nessuno legge più un libro.
In compagnia, in casa o al bar, la gente parla con il telefono in mano.
La comunicazione con il prossimo si è ridotta a emoticons e faccine.

Individualismo.
Nella maggior parte dei casi, una persona vive e muore senza conoscere i suoi vicini di casa.
Sul tram, treno o qualunque mezzo pubblico, la gente si siede dove non c’è nessuno.
Se una signora cade, e non voglio dire una signora anziana, anche io sono caduta, la gente che si ferma per chiedere “tutto bene” è davvero poca, le altre persone pensano ” va beh si fermerà qualcun’altro, io devo prendere la metro”.

Gli Italiani sono un popolo di compagnia, amano stare insieme ed essere ospitali, ma sono così solo con le persone che conoscono o con amici di amici.
Gli sconosciuti ci fanno quasi paura.
Perchè non c’è più fiducia forse?
Io sono dell’idea che un sorriso, soprattutto quello di uno sconosciuto, può cambiare la giornata in meglio.

Parlo di presente incapace nel senso che non siamo più capaci di comunicare con il prossimo.
Parlo di presente incapace nel senso che noi in primis siamo incapaci, ovvero non siamo in grado, di passare dalla parte del torto.
Quando una persona ha torto, se tanto mi da tanto, dovrebbe chiedere scusa; oggi come oggi nessuno ha torto, ma se siamo tutti dalla parte della ragione, perchè siamo sempre così nervosi e maleducati?

Quello che vorrei sottolineare è che purtroppo l’educazione e la maleducazione viaggiano alla stessa velocità, sono più contagiose di uno sbadiglio, ma le persone mettono la mano davanti alla bocca in un solo caso e raramente è quello giusto.

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