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Leviamo l’arte dalle scuole, va bene.

Leviamo anche l’italiano, non hanno neanche fatto un film sui Promessi Sposi, evidentemente non deve esser stata una gran bella storia.

Leviamo la matematica, tanto abbiamo le app per le tabelline, per le divisioni, per gli algoritmi e poi mi bastano le 10 dita, grazie.

Chissenefrega della filosofia, tutte le citazioni importanti dei filosofi già le ho lette su Facebook.

Leviamo la storia, tanto dicono che l’olocausto non sia mai esistito. oh no?

Leviamo geografia, tanto mi posso taggare con foursquare.

La mia opinione a riguardo è la stessa che Fantozzi ha sulla corazzata Potionkin.

Piccolo momento di appello.
Ma come fate a fare certi decreti?
Scrivete con i gomiti sulla tastiera del computer e quel che esce, esce?
Gelmini, non lavartene le mani, la furbata parte da te.

http://firmiamo.it/ripristiniamo-storia-dell-arte-nelle-scuole

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3 thoughts on “Leviamo e laviamocene le mani.

  1. Le riforme scolastiche sono da sempre un argomento attaccabile sotto ogni punto di vista. A parte il fatto che ogni riforma di cui ho sentito è stata, se possibile, peggio delle precedenti, una cosa non può che saltare all’occhio: l’assoluta ignoranza/stupidità/menefreghismo/…? dei nostri ministri dell’educazione.
    A questo punto si potrebbe aprire una discussione per risolvere questo amletico dubbio: i ministri dell’educazione sono il risultato del sistema scolastico (e se è così, facciamo prima a demolirlo e a ricominciare da capo!) oppure sono dei semplici casi umani e chi li nomina se li cerca col lanternino (e chi nomina chi li nomina??)?

    La storia dell’arte è una materia che mi è molto cara, soprattutto perchè al liceo (l’unica volta, a scuola, in cui l’abbia studiata seriamente) avevo una professoressa veramente “di vocazione”, che fortunatamente per me non si limitava ad assegnarci due pagine del libro su Donatello per l’interrogazione della settimana seguente; spiegava, sottolineava i concetti, l’importanza e le conseguenze di ogni argomento (e ogni quadro, ogni scultura, ogni edificio… in pratica era un’enciclopedia umana). Da ogni sua parola traspariva non solo la passione per l’argomento, ma anche l’urgenza di far capire l’importanza dell’oggetto di studio anche agli studenti.
    Non avrei lo stesso gusto estetico, nè la stessa consapevolezza che oggi possiedo, se non mi fosse stata data la possibilità di studiare storia dell’arte nel modo in cui l’ho studiata.
    Ammirare e apprezzare le perfette proporzioni del Discobolo forse non ci farà persone migliori (e nemmeno più competitive nel mondo del lavoro. O più all’altezza degli standard europei), ma potrebbe essere un inizio per comprendere l’incredibile patrimonio artistico che ci troviamo continuamente e inspiegabilmente, visti i nostri meriti odierni, sotto al naso. Metti che poi questo inizio sia la conseguenza della diminuzione degli atti di vandalismo sulle opere d’arte, e di una maggiore attenzione verso quelle che stanno letteralmente cadendo in rovina sotto ai nostri occhi… Dico per dire, eh! ^^

    • Quello che penso io è che l’Italia è la PATRIA dei beni culturali prima che della mafia, del calcio e della pizza.
      La nostra storia, il nostro lungo percorso artistico ci ha tramandato cultura. La viviamo ogni giorno, senza accorgercene.
      Chiese, monumenti, fontane, affreschi sono per strada, con noi, ogni giorno. Ci sono turisti che fanno il giro del mondo per vedere anche solo una di queste cose e noi ci sputiamo sopra le cicche.
      Con l’arte possiamo fare grandi cose, l’arte potrebbe davvero salvare questo paese: turismo, posti di lavoro… rendiamola ancora più grande e importante di quello che è.
      Non lasciamola morire, perchè con lei muore anche un pezzo della nostra cultura e del nostro passato.

      Della serie, Impara l’arte e mettila da parte.

  2. Quando ho letto che volevano togliere l’arte dalle scuole mi è preso un colpo. Posto che l’arte, come tutte le altre materie, va insegnata per bene. Perché se diventa un’ora di passeggio, tanto vale aggiungerne una di educazione fisica.
    Ho visto l’intervento di Crozza a Sanremo, e mi sono ricordato di quante volte ho sentito che “l’Italia potrebbe campare sulla cultura e i beni culturali”. Poi uno non di deve inc* quando vogliono togliere l’arte? E non mi devo inc* quando paesi che hanno quattro case e un forno sono patrimonio dell’Unesco o considerati come chissà cosa solo perchè sono trattati bene anche dai cittadini stessi? Sarò folle, ma nelle ore di storia dell’arte ci vorrebbe una ventina di minuti di Educazione all’arte, una sorta di educazione civica dei nostri beni. Non ci rendiamo conto di quello che abbiamo.

    Mò vediamo con la nuova ministra che succederà. (non chiedermi come, ma sono ricapitato su questo post oggi! e scusa se ho divagato 😉 )

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