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Caro Mario Calabresi,
confido nel potere virale di Internet e le scrivo poche parole, sperando che le possa leggere, così per caso, quando meno se lo aspetta.
La voglio ringraziare per l’accurato lavoro che ha svolto nello scrivere “Cosa tiene accese le stelle”.
Quando l’ho comprato non avevo ben capito l’importanza e il valore delle sue pagine che sono passate veloci sotto le mie dita di giorno, sera, notte, in metropolitana, sul divano, nelle pause in ufficio e nelle pause in bagno.
Ho divorato le sue frasi, le citazioni e anche gli spazi, così, tutto d’un fiato,  come un bambino fa con il gelato al cioccolato.
Poi ho capito: questo non è un semplice libro, è una guida al sorriso e alla speranza che nei giovani come me sembra essere passata in secondo piano rispetto un po’ a tutto.
Lei ha acceso l’ abat-jour  che illumina quel grigio corridoio che è il presente in cui mi ritrovo.
Ci lamentiamo del tempo in cui viviamo, della politica, della situazione economica, sociale…insomma ci lamentiamo di tutto e cerchiamo di dare la colpa agli altri, chiunque essi siano. Conoscenti, sconosciuti, parenti. Deve pur esserci un capro espiatorio, non sia mai che la colpa possa essere nostra.
Mi hanno colpito tutti i racconti, mi hanno fatta crescere capitolo dopo capitolo e sono diventata grande quando ha raccontato la sua storia che, perdoni il mio egoismo, ho fatto diventare un po’ mia.
Mi ha aperto gli occhi, mi ha aperto anche un po’ l’anima. Ho pianto, perché fa male quando la verità ti colpisce al cuore. Forse è questo sentirsi grandi, quando dalla paura di un futuro incerto estrapoli la voglia di farcela e diventare non solo adulto, ma l’adulto che vorresti essere.
Quindi grazie: perché quella bambina astronauta in copertina sono io, è la mia compagna di università, mia cugina, la mia collega, la mia dirimpettaia. Siamo noi, le bambine cresciute che non si guardano indietro e non guardano avanti. Guardiamo in alto perché è li che arriveremo non appena inizieremo a credere nelle nostre capacità.
Il futuro siamo noi perchè il futuro è nostro.
Concludo con la frase più bella che io abbia mai letto e le stringo la mano virtualmente, sperando di poterlo fare per davvero uno di questi giorni, settimane, mesi o anni.

<<…fissare dei traguardi e poi mettersi in marcia senza vittimismi, perché i “se” sono la patente dei falliti, mentre nella vita si diventa grandi “nonostante” >>
(Massimo Gramellini)

 

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2 thoughts on “Lettera a Mario Calabresi.

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