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1) Fora dai ball.
Non stai simpatico a tutti e a te non stanno simpatici neanche loro.
E’ ora di fare un bel vagone di gente che manderai a quel paese. Quindi, sventola il tuo fazzoletto bianco e lasciali andare sul binario 9 e ¾ . Sia che il passaggio magico funzioni, sia che non funzioni, avrai vinto.
Nel primo caso saranno sbranati dai mangiamorte, nell’altro subiranno un trauma cranico e magari rinsaviscono.

2) Credi in te stesso.
Non sei capace di fare qualcosa? Imparerai.
Abbiamo imparato a camminare, a parlare e a farla nel vasino.
Abbiamo superato il tempo critico delle scuole medie, cosa può esserci di peggio?

3) Credi un po’ meno in te stesso.
Per chi vive sul piedistallo, meglio scendere con le proprie umili gambe prima di cadere e slogarsi una caviglia. Ma anche no…

4) Smettila di giudicare.
Non sei più bravo degli altri, ma se anche lo fossi cogli l’occasione di stare zitto almeno una volta.
Non perdere tempo a giudicare, ma insegna a migliorare. Risulterai anche più simpatico: ricordati che i “menosi” non sono più in cima alla lista delle persone ganze, oggi ci sono gli hipster.

5) Smettila di giudicarti.
Non è sempre colpa tua, ficcatelo bene in testa. Il passare per vittima non è poi così positivo. Lo dice la parola stessa:  “animale o persona immolata come offerta sacrificale alla divinità.”
Ecco, oggi sentiti un po’ ateo.

6) Ringrazia, quando serve.
La parola “prego” è come il Panda, è in via d’estinzione. Forse perché anche la parola grazie non sta poi così bene. Mi è successo in metropolitana di raccogliere l’abbonamento ad una signora, le era caduto dalla tasca. Gliel’ho ridato e lei, senza neanche guardarmi in faccia, me l’ha strappato di mano ed è andata via. Questo introduce il punto numero 7 …

7).. E dillo un vaffa, quando serve.
A tutte le signore che non ti ringraziano quando raccogli il loro abbonamento, che potevi usarlo tu per tutto il mese e pagarti i bianchini con i soldi risparmiati; a tutta la categoria del punto 3 e 4; a chi non ti fa passare sulle strisce pedonali;  a chi passa davanti nelle file “Ah, scusa, c’eri prima tu?” “No, no, l’Esselunga mi paga per intrattenere le persone in coda alle casse, vai pure!”

8) Ogni tanto, esisti anche tu.
Non ti va di fare una cosa? Non inventarti le solite scuse a cui non crede nessuno. Stai a casa e passa ore davanti ai videogiochi, se è quello che ti fa star bene.
Almeno una volta a settimana, tu vieni prima degli altri. Anche Dio si è preso il suo giorno libero, perché non puoi farlo anche tu?

 9) Comprendi i tuoi genitori.
Ti fanno arrabbiare? Non ti capiscono? Non è un buon motivo per mancar loro di rispetto. Mi è capitato di assistere a telefonate familiari in cui l’unica parte amorevole era “no, non lo voglio il pollo per cena.”
Allora cucinatela da solo la cena e scusati con tua madre ogni giorno per quei chili che non è più riuscita a perdere dopo la gravidanza perché eri un neonato obeso.

10) Comprendi i tuoi amici.
Ti fanno arrabbiare? Non ti capiscono? Ricordati che loro sono quelli che ti hanno tenuto la testa in tante occasioni, ti hanno fatto da palo, ti hanno insegnato a piastrarti i capelli quando eri un’ Ugly Betty de noi altri, ti hanno fatto le ceretta e hanno ucciso ragni per te. Anche loro possono avere la luna storta, attenzione a non cadere nel punto 5.

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4 thoughts on “10 regole per vivere, non dico sereni, ma quasi.

  1. Punto 11: e ogni tanto fermati ad osservare quelli che sbattono il cranio perché il passaggio magico di 1) non funziona e guarda con aria divertita quelli che zoppicano via dal loro piedistallo… sarà terapeutico! 😉

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