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Il serpente sarà pur destinato a strisciare sulle polveri per tutta la sua vita, ma le mestruazioni e il pelo anti estetico sono la prova che a Dio non è ancora passato il nervoso per quel fattaccio nel giardino biologico dell’Eden.

Un primo segnale di pacificazione venuto dall’alto è stata la luce pulsata, anticipata ovviamente dagli assorbenti che hanno sostituito lenzuola e tende nell’infame compito di assorbire le lacrime della vagina.
Perché sì, prima della luce pulsata, la donna cercava di dimenticarsi della sua origine animalesca attraverso metodi di depilazione che dimostravano la loro maggior sopportazione al dolore rispetto agli amici esiliati dal paradiso, gli uomini.

La ceretta:
Nessuno ricorda la propria prima ceretta, questo perché la mente tende progressivamente a dimenticare avvenimenti troppo dolorosi.
Se sentite male a strapparvi il pelo dopo un mese, provate a ricordarvi di quando eravate giovani, giovanissime e di quanto era lunga la chioma sulle vostre corte gambe.
Qua si parla di centimetri, signore, centimetri di peli strappati per la prima volta tra imbarazzo e “voglia di diventare delle signorine.”
Poi da signorina diventi signora e dalla gamba si passa alla coscia, dalla coscia all’inguine.
Oh, la ceretta all’inguine.
Un dolore paragonabile soltanto alla mano chiusa nella portiera della macchina, al mignolino del piede contro il comò, alla craniata contro la dispensa, all’unghia ripiegata all’indietro… ovviamente tutto insieme, ripetuto in una serie di 3.
Poi esci e cammini come se stessi cavalcando un pony invisibile, ma sei felice perché sai che non rivedrai più l’estetista per due settimane e mezzo.

Sì, sfatiamo il mito che la ceretta dura un mese o di più: qua entra in gioco la signora ricrescita.
Il numero delle possibili ricrescite del pelo di una donna è fonte di discussione tra i matematici che stanno calcolando algoritmi per capire come, porco mondo, dopo tre giorni  spuntino fuori i peli come i funghi d’ottobre.

Ecco che è facile cadere in tentazione con metodi alternativi di depilazione.

Il silk epil:
Immaginate tanti piccoli lillipuziani che vi levano simultaneamante i peli con minuscole pinzette.
Quello è il silk epil.
Allora hanno inventato quello da usare sotto l’acqua, ma i geni non sapevano che i lillipuziani non sanno nuotare e che, quindi, per sopravvivere si aggrappano alla radice creando fastidiosissimi bolloni rossi che:
“ah, ma guarda che ti han fatto le zanzare! Assurdo!”
“Già.. le zanzare…”

Poi un giorno la donna guardò l’uomo e vide che mentre si tagliava la barba, canticchiava.
Cantare? Durante una depilazione? Allora non deve far così male.
Quasi quasi….

Il rasoio:
Si, uomo. Tutti, noi donne li usiamo tutti.
Mach 3 Turbo, M3 Power, bic gialli, bic blu e verdi, sottomarca, sopramarca… tutti.
E ci piace! Perché sono facili da usare e sopratutto veloci.
Stasera ho un impegno galante improvviso? Doccia e rasoio.
La prima notte ti va bene, però già alla seconda qualcosa cambia.
Il tuo pelo cresce con la stessa velocità della luce e ti ritrovi ad avere una gamba con cui puoi pulire le pentole incrostate.
I tuoi peli sono arrabbiatissimi e sono tornati più forti e più neri che mai.
… e sai già che la prima cosa che ti dirà l’estetista con un tono di minaccia e delusione sarà: “hai mica usato il rasoio?!”

Ma per quanti metodi di depilazione possiamo avere, noi donne sappiamo bene che il pelo più fastidioso è quello che non possiamo levare, perché il pelo sulla lingua di molte persone c’è ma non si vede.
Se solo i lillipuziani sapessero nuotare…

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6 thoughts on “Il pelo sulla lingua

  1. Mi sono divertito a leggere la sacra punizione di quel giorno bislacco di qualche anno fa nel giardino dell’Eden. Diamine quella mela aveva il verme incorporato e non se ne accorto nessuno dei due.
    Il pelo? Più tagli più cresce forte e robusto (ne so qualcosa per la depilazione subita per l’operazione di ernia inguinale). Più lo estirpi più di fa uno sberleffo.
    Allora? Dirai. Lascialo crescere, tanto se ne va da solo.

  2. Beh, se i lillipuziani di cui sopra non ci provano mai, a nuotare, come potranno imparare? Io suggerirei di trovare qualche “volontario” che immoli la sua lingua. Ne ho già un paio. 😛

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